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Cina 2024 | Scenari politici e prospettive macroeconomiche per le imprese”, quindicesima edizione del Rapporto annuale di Italy China Council Foundation-ICCF, è stato presentato oggi a Palazzo delle Stelline, a Milano, alla presenza del Direttore di ITA Agenzia e del Presidente ICCF, del Chief Representative del China Council for the Promotion of International Trade – CCPIT Milano e di numerosi imprenditori e professionisti in rappresentanza delle aziende che fanno parte del network ICCF.

Dall’anno scorso lo studio elaborato dal Centro Studi ICCF si presenta in un formato nuovo, diviso in due parti che vengono pubblicate in primavera e in autunno, così da essere un prodotto più fruibile e sempre aggiornato. Il Rapporto, che vede anche il coinvolgimento e il contributo dei Soci di ICCF, rappresenta uno dei più completi outlook sulla Cina attualmente disponibili in Italia. Redatta in lingua italiana, ricca di dati e studi originali, la guida costituisce uno strumento utile per tutte quelle piccole, medie e grandi imprese che vogliono portare il proprio business in Cina, un mercato di cui ormai non si può più fare a meno.

Questa prima parte contiene analisi approfondite sull’andamento economico, sui principali sviluppi politici interni del Governo cinese e sulle sue relazioni internazionali, in particolare con Italia, UE e USA. Contiene inoltre una guida dettagliata sul percorso della Cina verso la sostenibilità, arricchita da un’analisi della risposta del Paese alle esigenze globali di responsabilità ambientale, sociale e di governance (ESG).

La scelta del tema di quest’anno è stata inevitabile – ha dichiarato Mario Boselli, Presidente ICCF nel suo saluto introduttivo –. Non molto tempo fa sembrava impensabile che Cina e sostenibilità potessero convergere. Tuttavia, negli ultimi anni la Repubblica popolare ha assunto un ruolo sempre più significativo nel contesto della sostenibilità globale, mostrando un impegno crescente e proattivo, nonostante alcuni ostacoli. Gli ambiziosi obiettivi del governo, unitamente all’impegno del settore privato, alimentano speranze positive per il futuro”.

IN SINTESI Dopo aver superato l’obiettivo annuo di crescita per il 2023 (+5,2%), l’economia cinese ha continuato a espandersi, registrando una crescita del PIL reale del 5,3% nel primo trimestre del 2024. Tale espansione, avvenuta nonostante un clima di incertezza internazionale e significative tensioni geopolitiche, evidenzia l’eccezionale resilienza della Repubblica Popolare Cinese.
Lo sviluppo del settore tecnologico – che tra gli altri abbraccia l’intelligenza artificiale, la biomedicina e la meccanica quantistica – ha giocato un ruolo fondamentale in questa evoluzione, consolidando la posizione della Cina come leader industriale globale. Gli ingenti investimenti nei settori emergenti, quali l’industria fotovoltaica, le batterie agli ioni di litio e i veicoli elettrici, hanno determinato un sostanziale incremento delle esportazioni cinesi. D’altro canto, questa tendenza ha anche sollevato preoccupazioni tra i governi occidentali riguardo potenziali pratiche di concorrenza sleale, spesso sostenute da cospicui sussidi statali, che potrebbero culminare nell’imposizione di dazi su alcuni prodotti cinesi.

Nonostante i risultati positivi all’inizio dell’anno, la Cina si confronta con pressioni deflazionistiche, che potrebbero limitare il consumo interno e le opportunità di investimento, e una persistente crisi nel settore immobiliare, che influisce negativamente sulla fiducia di consumatori e imprese. In risposta, il Governo cinese ha attuato politiche monetarie prudenti e stimoli fiscali moderati. Dal punto di vista ambientale, sono stati intensificati gli sforzi per mitigare i cambiamenti climatici, mirando al raggiungimento del picco delle emissioni di CO2 entro il 2030 e alla neutralità carbonica entro il 2060, obiettivi in linea con l’Accordo di Parigi. Le energie rinnovabili contribuiscono per circa il 30% della generazione di energia elettrica a livello nazionale, riflettendo un impegno crescente verso la sostenibilità.

Il 2024 rappresenta un anno di fondamentale importanza per la geopolitica mondiale, con eventi rilevanti come le elezioni europee in giugno e le elezioni presidenziali statunitensi a novembre, che potrebbero rivelarsi decisivi per le relazioni internazionali e le politiche economiche globali. L’Unione Europea persiste nel suo approccio tridimensionale verso la Cina, trattandola simultaneamente come partner, concorrente e rivale. Questa politica potrebbe evolvere a seguito degli esiti elettorali e tendere sempre più verso strategie di de-risking a lungo termine, enfatizzando dunque la componente della rivalità, in linea del resto con l’approccio adottato dagli Stati Uniti. Contesti di tensione globale come la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese complicano ulteriormente il panorama internazionale.

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