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23/06/2016

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Presentazione Rapporto annuale 2016 a Roma


Il Rapporto annuale "La Cina nel 2016. Scenari e prospettive per le imprese" è stato presentato a Roma, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

La presentazione è stata moderata da Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera, e ha visto la partecipazione di: Elisabetta Belloni, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Alberto Rossi, Responsabile Marketing e Analista CeSIF - Centro Studi per l'Impresa, Fondazione Italia Cina; Xiaofeng Xu, Ministro Consigliere Ufficio Economico Commerciale dell'Ambasciata Cinese in Italia; Alessia Pastori, China Desk Coordinator Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners; Fabio Mazzei, Chairman e Design Director, Exclusiva Design; Fausto Palombelli, Direttore Sviluppo Aviation Marketing, Aeroporti di Roma; Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Cesare Romiti, Presidente Fondazione Italia Cina.

Clicca qui per vedere il video della presentazione: https://youtu.be/lwgvzfq8_ts


Da Agi: Italia-Cina: Outlook 2016, Paese che cambia a due velocita' 

La Cina sta attraversando una profonda revisione del proprio modello di sviluppo e punta a diventare un'economia di qualita' basata su consumi, servizi e innovazione, con tassi di crescita moderati ma sostenibili. E' quanto emerge dalla settima edizione del rapporto annuale elaborato dal CeSIF (Centro Studi per l'Impresa Fondazione Italia-Cina) e pubblicato dalla Fondazione Italia Cina, presentato alla Farnesina alla presenza, tra gli altri, del segretario generale del ministero degli Affari Esteri Elisabetta Belloni, del presidente della Fondazione Cesare Romiti e del direttore generale per la promozione del sistema paese, Vincenzo de Luca. Le imprese italiane devono imparare a fronteggiare una Cina a due velocita' che da un lato registra un calo del Pil e delle esportazioni, ma dall'altro mostra un aumento dei consumi interni e dei servizi, oltre a distinguersi per la crescita degli investimenti all'estero di cui l'Italia e' tra i principali destinatari. Dalle sfide politiche del presidente cinese Xi Jinping alla svolta dell'economia verso servizi e consumi, dall'accesso al mercato e la necessita' di adattarsi a un sistema in evoluzione alle opportunita' settoriali, dalle regolamentazioni ai settori verso cui si indirizzano le opportunita' di business, il rapporto fornisce un outlook sulla Cina finalizzato a mostrare le prospettive per le imprese italiane in Cina. Con una novita' importante quest'anno: "Abbiamo elaborato un'analisi verticale non solo per prodotti ma anche per province, molte delle quali hanno singolarmente la stessa dimensione demografica dell'Italia e sono fondamentali nel comprendere le prospettive per le nostre imprese", ha spiegato il presidente della Fondazione Italia Cina Cesare Romiti. "La Cina sta vivendo un momento non facile e ci spaventa il rallentamento del suo tasso di crescita - ha proseguito Romiti -. Ma il paese non ha esaurito le sue potenzialita' e gli obiettivi fissati dal tredicesimo piano quinquennale, come per i piani dei passati quinquenni, sono aderenti alla realta'. Dobbiamo avere l'umilta' di entrare nello spirito cinese". "Il cambiamento del modello di sviluppo non sara' breve. 
Passare da un modello quantitativo a una crescita qualitativa, quindi piu' equilibrata socialmente, economicamente, territorialmente, ci deve far pensare a come cambia per noi il quadro delle opportunita', e quindi considerare una strategia dell'Italia in Cina" ha dichiarato Vincenzo de Luca, il quale ha ricordato l'incessante attivita' diplomatica per favorire la presenza delle nostre imprese, dal comitato intergovernativo al business forum all'apertura di una nuova sede diplomatica a Chongqing, e "non escludiamo in futuro di aprire nuove sedi". "Il prossimo rapporto dovra' saper cogliere gli investimenti italiani che arrivano a seguito di quelli tedeschi" ha aggiunto De Luca, perche' "Il nostro interscambio e' al di sotto delle possibilita'". La strategia del sistema paese in Cina deve quindi "partire dal raggruppamento di tutti i soggetti con obiettivi di lungo periodo" ha aggiunto. In riferimento alla decisione del Parlamento europeo di non concedere alla Cina lo status di economia di mercato, De Luca ha spiegato che far crescere la Cina e' nel nostro interesse. "Dobbiamo lavorare in uno spirito di collaborazione". E un appello all'imprese per sostenere "in questa visione sinergica tutte quelle attivita' promosse nella direzione generale del sistema paese" lo ha lanciato il ministro Belloni, specificando che si tratta di attivita' che "mirano a creare quel contesto di interscambio culturale anche nell'ottica di agevolare agevola la nostra presenza in Cina". "I rapporti tra Italia e Cina si articolano su diversi fronti, da quello economico a quello politico, da quello finanziario a quello culturale" ha detto Belloni. "Se e' vero che le cifre in termini assoluti dell'interscambio commerciali sono significative, credo che si debba avere il coraggio di dire che si potrebbe fare decisamente di piu'". Il nuovo corso, denominato dai leader cinesi "New Normal", prevede che il paese non sia piu' capace di crescere a due cifre, come accaduto per 30 anni fino, ma che alla corsa frenetica si sostituisca un ritmo piu' contenuto, sostenibile, che punti alla qualita' non piu' sulla quantita'. Nel 2015 la Cina e' cresciuta 'solo' del 6,9% e il target di crescita per il 2016 non e' fisso ma oscilla tra il 6,5% e il 7%. Il governo, inoltre, ha inserito tra le priorita' del nuovo piano quinquennale, quello di mantenere una crescita annuale media del 6,5% fino al 2020 per centrare l'obiettivo di raddoppiare entro la fine del decennio il Pil procapite rispetto ai livelli del 2010. "I numeri indicano che l'economia e' in trasformazione" ha affermato Alberto Rossi, uno degli autori del rapporto, responsabile marketing e analista del CeSIF. "Il governo non puo' permettersi passi falsi mentre traghetta l'economia verso un modello piu' maturo - ha detto Rossi -. In caso di rischi, non si escludono manovre di stimolo indirizzate ad alcuni settori strategici e ai consumi". 

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