Annual report

Rapporto Annuale 2015

22/04/2015

 Rimangono enormi opportunità in Cina ma è finita l'età dell'oro delle multinazionali

La valuta cinese, apprezzatasi sull'euro, potrà frenare il calo dell'export italiano in Cina e  trainerà gli investimenti cinesi in Italia.

Milano, 22 Aprile 2015 – La Fondazione Italia Cina presenta il suo nuovo Rapporto Annuale “La Cina nel 2015. Scenari e prospettive per le imprese”, il rapporto previsionale che raccoglie ricerche, analisi di rischio e previsioni nel breve-medio periodo sulla Cina. Il Rapporto è elaborato dal CeSIF, il Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina,ed è curato da Thomas Rosenthal e Alberto Rossi.

La sesta edizione del Rapportoè stata presentata mercoledì 22 aprile, alle 16.30, nella Sala Pirelli del Palazzo della Regione (via Filzi 22, Milano) dal Presidente della Fondazione Italia Cina Cesare Romiti, insieme a Jan Borgonjon, PresidenteInterChina Consulting; Domenico Appendino, Vice Presidente Esecutivo Prima Industrie; Julio Gonzalez, Direttore Regionale Risorse Umane Tenaris Asia Pacific; Thomas Rosenthal, Direttore Centro Studi per l’Impresa Fondazione Italia Cina; Luca Forte, Membro del CdA Eldor e Alessia Pastori, Partner GOP.

Segnaliamo che il dato dell’export cinese in Italia nel primo trimestre del 2015 è pari a 6,45 miliardi di dollari Usa, +2,31% rispetto al primo trimestre del 2014; il dato dell’export italiano in Cina per lo stesso periodo è di 4,01 miliardi di dollari Usa, -10,12% rispetto al 2014. Questo calo è determinato da una domanda interna cinese in contrazione, che solo in parte verrà compensata da un euro sensibilmente deprezzato nei confronti del renminbi. Si potrà assistere anche quest’anno alla crescita del deficit commerciale italiano, così come nel 2014, dopo tre anni in cui quest’ultimo era andato riducendosi.

Secondo il Presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti: “Il Rapporto Annuale del CeSIF, il nostro Centro Studi per l’Impresa, si è rivelato ogni anno di più uno strumento conoscitivo fondamentale per guidare le operazioni e orientare le decisioni degli operatori italiani in Cina. Mi preme sottolineare che le opportunità non sono necessariamente da ritrovare in Cina ma possono venire dalla Cina: occorre da parte dell’Italia creare le condizioni affinché queste opportunità - maggiori afflussi di capitali cinesi, un numero più cospicuo di studenti e turisti - possano essere colte dal nostro Paese e dalle sue imprese.In questo senso, l’Expo potrà essere una piattaforma per creare nuove relazioni e giungere a firmare accordi e contratti.”

Secondo Thomas Rosenthal, Direttore del CeSIF: “La Cina oggi non cresce più come prima: cresce più lenta in aggregato ma, più importante, cresce in maniera difforme. Ci sono settori emergenti (ad es. il settore dei veicoli ecologici) che crescono rapidamente, altri che hanno raggiunto maturità (industria pesante) ed altri ancora che vedono una contrazione (immobiliare). All'interno dei macro settori ci possono essere subsettori in controtendenza. Il Governo continua ad avere una politica industriale attiva, sempre più mirata e sofisticata: per comprendere le dinamiche del proprio settore, occorre quindi guardare alle misure restrittive o incentivanti delle autorità nei confronti dei diversi settori”.

L’edizione 2015 del Rapporto Annuale è composta da 332 pagine, 183 grafici, 85 tra tabelle e box.La pubblicazione prevede otto sezioni: le prime quattro riportano un’analisi di rischio Paese da un punto di vista politico, macroeconomico e di business environment. Le due sezioni successive espongono le principali implicazioni ed opportunità, anche settoriali, per le imprese estere ed in particolare italiane, ma anche per l’Italia come Paese. Nello specifico sono analizzati otto settori: alimentare, sanitario, retail, lusso, energia, ambiente, chimica, macchinari e automotive; in molti di questi sono presenti esempi di riferimento di società italiane in Cina. Infine, il settimo capitolo racchiude le opportunità in Italia provenienti dalla Cina: turismo cinese e shopping; investimenti; incoming di studenti. In appendice vengono inoltre riportati per la prima volta i principali dati macroeconomici e i fattori di attrattività delle singole province cinesi, così come rilevato dall’Indicatore di attrattività delle province cinesi per le imprese italiane, China Indicator of Provincial Business Attractiveness (CIBA), sviluppato dalla Fondazione Italia Cina insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

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